domenica 29 marzo 2009

"Guerriglieri" anomali contro il G14!


"Guerriglieri" anomali contro il G14!

Oggi in sessantamila in piazza contro la crisi e il G14 sul welfare e sugli ammortizzatori sociali che inizierà domani a Roma: per la libertà di movimento, violato il protocollo, ripresa l’agibilità delle strade, reddito per tutti!

Galleria d’immagini a cura di Alternative Visuali

Sindacati di base, precari, studenti dell’Onda, centri sociali e movimenti di lotta per la casa hanno praticato blocchi nella città e attraversato Roma bloccandola per l’intero pomeriggio. L’Onda irrapresentabile sfida il protocollo sui cortei, quello della limitazione della libertà di movimento e delle cariche contro gli studenti, quello dei sindacati e dei partiti (tutti) del sindaco Alemanno e del prefetto Pecoraro: l’Onda pratica il blocco dalla Sapienza e si ricongiunge prima con i diversi blocchi non autorizzati dei centri sociali e dei movimenti di lotta per la casa e poi con gli spezzoni del Patto di Base dei lavoratori che aprono il corteo. In migliaia si riprendono a partire dalla Sapienza la libertà di movimento, invadendo le strade di Roma per reclamare reddito e nuovo welfare per studenti e precari: l’esercito del surf non ha paura, continuiamo a mettere in crisi questo governo!

Lungo il corteo sanzionate con vernice rossa, fumogeni e petardi le banche e le agenzie immobiliari, al grido di "noi la crisi non la paghiamo, la paghino le banche e le imprese".

Lanci di scarpe e fumogeni contro il ministero della Funzione Pubblica, quello di Brunetta, autore delle dichiarazioni sull’Onda composta da "guerriglieri": l’esercito del surf non ha paura, ha resistito alle cariche e alle manganellate e con rabbia e determinazione riconquista la libertà di movimento rendendo di fatto il protocollo "carta straccia", reclamando e praticando il nuovo welfare. Occupazioni e autoriduzioni sono state messe in pratica in tutte le città e le università, l’esercito del surf, i giovani ex bamboccioni e "neo-guerriglieri"a seconda delle dichiarazioni dei ministri, non ne possono più di farsi sfruttare, ricattare dai baroni e dagli immobiliaristi, dai palazzinari e dai datori di lavoro: volgiamo reddito, poi ne riparliamo!

Diversi pullman di studenti dell’Onda hanno raggiunto la manifestazione romana da Padova, Venezia, Torino, Milano, Napoli, Bologna e Pisa, rilanciando la mobilitazione delle università in Onda in vista del seminario nazionale dell’Onda sul welfare che si terrà giovedì prossimo a Bologna.

L’onda non si ferma: reddito per tutti, precarietà per nessuno!

Il G14 è illegittimo, decidiamo noi! ONDA libera tutto!

A breve video e foto a cura di Uniriot Network.

(Leggi da repubblica.it Onda, Cobas e centri sociali contro il G8) (Leggi da corriere.it Roma, Cobas e Onda in piazza contro il G8) (Guarda le foto da repubblica) (Guarda le foto dal corriere) (Guarda le foto da Eidonpress) (Guarda i video del corteo: Scarpe contro Brunetta/Petardi contro le banche) (Ascolta: l’Onda è fuori controllo)

Vedi anche:
Appello della Sapienza in Onda verso il 28 marzo
Lettera aperta della Sapienza in Onda

Articolo pubblicato sul sito di UniRiot

Assemblea in piazza del sapere


martedì 31 marzo 2009

15.00 - 17.00

università di salerno

piazza del sapere



domenica 22 marzo 2009

L’Onda non si ferma! Noi non abbiamo paura!



Scritto da Sapienza in Onda tratto www.uniriot.org

ImageCariche e arresti a Barcellona: sgomberato il rettorato occupato [Foto e video da Global Project]

Ripetute cariche della polizia contro gli studenti alla Sapienza: università militarizzata, polizia e manganelli contro il dissenso e la libertà di movimento!


(Benvegnù-Guaitoli-Lannutti)FOTO ansa: La polizia carica ai cancelli della Sapienza | FOTO corriere: L'Onda alla Sapienza e le cariche della polizia | FOTO da repubblica: L'Onda torna in piazza.Tensione e scontri alla Sapienza| FOTO eidon: La Polizia carica violentemente gli studenti | Cronaca in diretta: repubblica.it | AUDIO dai cancelli della Sapienza: La polizia carica gli studenti


ROMA, 18.03.2009. Comunicato della Sapienza in Onda. Verso il 28 Marzo! [english version on edu-factory.org]

Siamo entrati in una nuova era, oggi possiamo dirlo con chiarezza, senza equivoci. La recessione è realtà concreta, il governo non ha dubbi: polizia contro gli studenti, polizia contro chi dissente, polizia e cariche contro chi la crisi non vuole pagarla! La mattinata della Sapienza ci parla di questo, ci parla del vuoto di democrazia che riguarda questo paese e la città di Roma, con il suo protocollo contro i cortei. Attacco al diritto di sciopero (oggi lo sciopero era stato indetto dalla Cgil-Flc), attacco alla libertà di movimento, tutto condito da una retorica securitaria che militarizza le strade e impone nuovi proibizionismi. Ma questa mattina ci è stato tutto più chiaro. Dietro quella retorica, dietro i manganelli che colpiscono gli studenti inermi, c’è un disegno molto definito: sospendere le regole democratiche e governare i conflitti sociali generati dalla crisi attraverso lo stato d’eccezione e il controllo. Ma un’altra cosa importante abbiamo imparato questa mattina alla Sapienza, già dalla prima mattinata, poi durante le cariche: l’Onda non è morta, l’Onda non è un ricordo di giovinezza, l’Onda è viva e non intende fermarsi, l’Onda fa paura!

giovedì 8 gennaio 2009

Università - Il Decreto Gelmini è legge


Dopo il sì della Camera, oggi il Dl Gelmini sulla riforma dell’università è stato approvato in via definitiva 281 favorevoli, 196 contrari e 28 astenuti.

"Blocco del turn over, finanziamenti differenziati in favore degli “atenei virtuosi”, smantellamento della ricerca già precaria e sottofinanziata. Tutto già previsto, tutto a danno della qualità dell’istruzione", scrivono in un comunicato diffuso ieri sera i colletivi studenteschi romani durante un sit-in sotto a Montecitorio.
"Siamo nella fase due, meno rumorosa, ma non per questo meno efficace", ci spiega Francesco Raparelli della Rete per l’autoformazione Roma.
- [ audio ]

Vedi anche:
Criminale è chi distrugge l’università
L’Onda riparte da Montecitorio urlando "Criminale chi distrugge"
Sapienza. Nuovo anno e nuove polemiche

mercoledì 7 gennaio 2009

Criminale è chi distrugge l'università

Image7 GENNAIO h 17, CONFERENZA STAMPA SIT IN A MONTECITORIO

[LEGGI da Repubblica.it: Sit-in a Montecitorio, riparte la protesta dell'Onda]

In occasione della fiducia (la nona in pochi mesi) con cui il governo Berlusconi approverà la legge Gelmini sull'università: Ovvero blocco del turn over, finanziamenti differenziati in favore degli “atenei virtuosi”, smantellamento della ricerca già precaria e sottofinanziata. Tutto già previsto, tutto a danno della qualità dell’istruzione: è chiara la volontà di far pagare all’università e al pubblico in generale la crisi finanziaria. All’insegna di un ipocrita discorso sugli sprechi e sulla meritocrazia si vuole far passare la devastazione dell’università e della ricerca pubblica. Questa votazione, rinviata più volte negli scorsi mesi, avviene non a caso in un periodo in cui le università sono deserte, a pochi giorni dalla polemica strumentale e provocatoria costruita dal rettore della Sapienza Frati e dal sindaco Alemanno

Contro la dismissione dell'università, contro la criminalizzazione della critica e del dissenso!

Criminale è chi distrugge l'università!

venerdì 2 gennaio 2009

Un'onda vi seppellirà

Dallo speciale di MicroMega riparte il dibattito su movimenti e formazione
Da qualche settimana è in edicola lo speciale di MicroMega dal titolo Un’Onda vi seppellirà. Un testo di grande utilità e molto ben fatto, rigoroso e attento, una fotografia non frettolosa del movimento dell’Onda e delle sue ragioni. Non mancano giri a vuoto e critiche fuori posto, ottime occasioni per una replica altrettanto seria e affilata, senza sconti. A seguire i testi di Francesco Raparelli, Augusto Illuminati e Benedetto Vecchi, usciti quest’oggi (31 dicembre) sul quotidiano "Il Manifesto".


[L’Onda, il general intellect e l’istanza repubblicana di Francesco Raparelli]

[Fermo immagine su una realtà in movimento di Augusto Illuminati]

[ONDA ANOMALA, Un pamphlet ironico e avvincente sulla rivolta degli studenti nello scorso autunno di Benedetto Vecchi]

lunedì 15 dicembre 2008

Tutte le strade dell’Onda


di Luca Militant A Mascini e Francesco Raparelli *

L’anno prossimo la scuola pubblica del tempo pieno primaria e la scuola dell’infanzia avranno le 40 ore e le due maestre interne come chiedevamo. Questa è una vittoria, indubbiamente parziale, ma una vittoria. Davanti a un movimento enorme che ha coinvolto milioni di persone il governo ha fatto marcia indietro. Non possono dirlo (i governanti) in maniera chiara perché la Gelmini dovrebbe dimettersi ma il decreto 137 è di fatto messo seriamente in crisi. Il maestro unico facoltativo è una cazzata, uno dei tanti modo per prender tempo e non ammettere la sconfitta. Ora le famiglie possono decidere liberamente il modello di scuola pubblica per i loro figli. Grazie a tutti i bambini e le bambine che hanno occupato le scuole e manifestato per strada con la loro allegria contagiosa. Grazie alle maestre e ai maestri che hanno lottato in tutti i modi, dagli scioperi compatti ai balletti rap. Grazie alle mamme e ai papà che si sono trasformati in leoni. Grazie agli studenti universitari, grazie all’Onda, decisiva, grazie a chi ha invaso le strade d’Italia per due mesi e occupato le università a assediato la camera e il senato. Grazie a questo movimento che si è mobilitato dal basso abbiamo agguantato delle prime, parziali, ma significative vittorie in una guerra che ci è stata scatenata contro dal governo italiano. Stiamo iniziando a sabotare i sogni di dominio di Tremonti e Berlusconi. E’ vero che i problemi restano giganteschi, i tagli sono ancora tutti lì a pendere sulle nostre teste, ma abbiamo fatto un tale casino che non sanno più da dove cominciare e devono ricominciare da capo. Quando si vince qualcosa bisogna essere contenti e brindare e allora in alto i calici. La resistenza dunque ha vinto una battaglia. La scuola e l’università sono di chi ci vive. Questo deve essere il nostro slogan. Disobbediamo a tutto il corollario che ci vogliono imporre. Disobbediamo alle scuole ponte e ammettiamo tutti i bimbi e le bimbe che non parlano bene l’Italiano, disobbediamo alle valutazioni in decimali. Disobbediamo all’ora di religione, via il vaticano dalle nostre scuole. Non abbiamo paura di abbracciarci per questa vittoria, è piccola, si, in mezzo a tutti i problemi ma indica una strada. Quanti dicevano: "Tanto non si può fare niente! E’ inutile protestare" E invece no! Si poteva fare qualcosa e noi lo abbiamo fatto! E’ stato utile protestare, abbiamo dei risultati concreti da portare a casa e ne beneficeranno tutti. E’ chiaro che la lotta resta aperta come lo era prima e lo sarà sempre.Tutto questo, nonostante il giudizio universale che piove sulle nostre città da giorni (a Roma vi è stata una singolare congiunzione di contingenza storica e naturale, l’Onda che ha raggiunto il ministero vuoto e ha incontrato l’onda che esonda il Tevere), è stato il tono, la passione, il contenuto dello sciopero generale di ieri. Uno sciopero generale e generalizzato che ha visto l’Onda ancora una volta protagonista, nei numeri, nella qualità della partecipazione. A Roma, a Napoli, a Venezia, a Bologna, a Torino, a Milano, per citare solo alcune delle città dove i cortei dell’Onda hanno surfato lungo i cortei sindacali e hanno bloccato traffico e circolazione, o occupato stabili in disuso (è il caso di Roma). Uno sciopero che non chiude nulla, semmai lascia aperte sfide importanti a venire, nella crisi che di certo non si rilassa, ma vivrà i suoi picchi più significativi nei prossimi mesi.Resta aperta la battaglia, infatti, all’università. Intatta la 133, ma scricchiolante il Dl 180, ferma la riforma. Non era scontato, la riforma era nelle corde del governo, preparata già in primavera dalla costituzione dell’Aquis e foraggiata dagli editorialisti del Corriere. Contro gli sprechi tanta America, non quella del presente, ma quella del passato già sconfitto: competizione degli atenei, differenziazione dei finanziamenti, efficienza e produttività, dismissione del pubblico. Alcuni elementi hanno preso corpo nel Dl 180, ma il resto rimane in bilico, tra la vocazione dirigista di Berlusconi e la realtà: due mesi e mezzo di occupazioni, manifestazioni selvagge, blocco della circolazione. Abbassare la guardia sarebbe sciocco, se non dannoso, ma è altrettanto dannoso non cogliere quanta strada è stata fatta fin qui, con fatica, con gioia senza limiti, con determinazione.Anche per l’università, oltre alla continuità, ci sarà bisogno di concretezza. La concretezza di pratiche alternative in grado di far vivere qui e ora e non nei domani che cantano l’università che desideriamo. E allora riqualificazione del sapere e autoformazione, biblioteche aperte fino a tardi, riduzione o cancellazione delle tasse (altro che aumenti!), servizi, democratizzazione dei processi decisionali, ricerca indipendente. Una miriade di vertenze territoriali che parlano il linguaggio dell’autoriforma! Altrettanto decisiva la sfida sul welfare e i nuovi diritti: reddito, questa la parola d’ordine che finalmente si incarna in pratiche di massa e chiede conto a tutti, anche a chi nel sindacato per lungo tempo è stato riottoso e indisponibile. Teatro, cinema, casa, mobilità: una nuova generazione esclusa dal vecchio patto mancato, quello postfordista, pretende un patto di nuova natura, inscritto nella crisi di sistema, unico antidoto alla catastrofe sociale.Convinti che la strade dell’Onda siano ancora lunghe, aspettiamo il nuovo, con l’ansia di chi sa che la lotta sarà ancora faticosa, ma con la gioia di chi sa che solo i movimenti, quelli veri, possono cambiare le cose.

* Genitore della scuola Ikbal Masik e dottorando di ricerca in Filosofia politica